dopo lo sclero di ieri che mi ha fatto girare le palle a elica, decido di riprovare a scrivere quel che ho cercato di incidere in questo piccolo blog.
Penso di non riuscire a continuare così ancora per troppo tempo. Forse sono debole come ho rifiutato di credere fino ad oggi. Forse mi sono solo rotto le palle.
Forse sono solo stanco, stanco di quello che faccio e di come lo faccio, stanco di essere intrappolato nel quadrante di un orologio che ad ogni giro tocca sempre gli stessi numeri.
360° e sei di nuovo da capo
180 ° e sei a metà, e sai già cosa devi fare dopo.
Ho voluto crescere troppo in fretta, e questa mia fretta mi ha portato a non godermi in libertà di tutto ciò che potevo fare prima.
E mi son perso mille occasioni a causa della mia paura di rischiare.
Rischiare di rimanere col culo a terra.
Rischiare di saltare e non sapere se qualcosa di morbido ti potrà accogliere.
Rischiare il tutto e per tutto.
Mi sento intrappolato nella comodità della vita.
Penso di non riuscire a continuare così ancora per troppo tempo. Forse sono debole come ho rifiutato di credere fino ad oggi. Forse mi sono solo rotto le palle.
Forse sono solo stanco, stanco di quello che faccio e di come lo faccio, stanco di essere intrappolato nel quadrante di un orologio che ad ogni giro tocca sempre gli stessi numeri.
360° e sei di nuovo da capo
180 ° e sei a metà, e sai già cosa devi fare dopo.
Ho voluto crescere troppo in fretta, e questa mia fretta mi ha portato a non godermi in libertà di tutto ciò che potevo fare prima.
E mi son perso mille occasioni a causa della mia paura di rischiare.
Rischiare di rimanere col culo a terra.
Rischiare di saltare e non sapere se qualcosa di morbido ti potrà accogliere.
Rischiare il tutto e per tutto.
Mi sento intrappolato nella comodità della vita.





